Aria di primavera. Proteggiamo i nostri pet dai fastidiosi parassiti!

Con l’arrivo della bella stagione possiamo lasciare più a lungo i nostri gatti in giardino, all’aperto e possiamo portare il cane a passeggio più spesso.

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Dobbiamo però preoccuparci della loro protezione da pulci, zecche o altri parassiti sia esterni che interni.

In realtà, i parassiti sono presenti ormai quasi tutto l’anno, ma quando il cane o il gatto passano più tempo all’aperto, nei campi, nei prati o parchi, come accade in primavera e d’estate, le probabilità di “contaminazione” aumentano. E, con esse, anche i fastidi o i rischi per la salute che la presenza dei parassiti comporta sull’ospitante.

Inoltre, poiché il rapporto tra uomo e pet è sempre più stretto e la convivenza prevede la condivisione degli ambienti (del divano e, spesso, dei letti!!!) il rischio di contagio è elevato anche per l’uomo. Tutelare cani e gatti dai parassiti significa quindi difendere anche noi stessi e la nostra casa.

Parassiti esterni

I parassiti dannosi per i pet possono essere esterni come pulci, zecche, pidocchi, acari.

Dal momento in cui si “stabilizzano” sul cane o sul gatto, le pulci depongono tantissime uova che si possono diffondere anche nell’ambiente in cui si trova il pet. Dopo pochi giorni le uova si schiudono, rapidamente da larve diventano pupe e attendono che si avvicini un ospite su cui saltare.
L’attesa di un nuovo soggetto da “infestare” può essere lunga, settimane, mesi, fino a un anno.

È sufficiente che i nostri cani o gatti sostino laddove è stato (anche settimane o mesi prima) un altro pet con le pulci per essere contagiati: il rischio di contaminazione è elevato, la protezione è dunque indispensabile, sempre.

Le zecche possono trasmettere pericolose malattie e infezioni, pertanto devono essere eliminate dal corpo dell’animale al più presto, prima che inizi la trasmissione, di solito entro 48 ore.

Pulci e zecche possono inoltre veicolare ulteriori parassiti interni; nel cane possono causare fastidiose allergie cutanee.

Prevenzione

La soluzione migliore contro pulci e zecche si chiama prevenzione e prevede l’impiego regolare di un antiparassitario da applicare tramite collare, spot-on oppure spray, direttamente sul cane o sul gatto e, in combinazione, sull’ambiente.
Si trovano in commercio anche antiparassitari naturali, cioè privi di sostanze chimiche prodotti ad esempio con erbe, piante aromatiche, oli vegetali.

È preferibile chiedere al proprio veterinario quale sia la soluzione ottimale per il vostro pet.

Parassiti interni

I pet vanno inoltre seriamente protetti dalla minaccia di flebotomi e zanzare, vettori di parassiti interni molto più pericolosi di pulci e zecche ma ancora troppo poco conosciuti dai proprietari di pet.

Possono essere trasmessi dalla zanzara alcuni parassiti interni come la filaria, che si localizza nel cuore del pet e può causare seri problemi di salute fino alla morte; o a livello cutaneo, meno pericolosa ma a rischio contagio anche per l’uomo.

I repellenti contro le zanzare sono indispensabili per tutti i cani e i gatti che vivono e che dormono all’aperto. In generale la prevenzione è più opportuna rispetto alla cura. Nella stagione in cui le zanzare sono più attive la protezione deve essere maggiore.

Alcuni altri moscerini, i pappataci o flebotomi, trasmettono invece la Leishmania, altro parassita che può causare gravi patologie e, purtroppo, anche la morte.

2586092422La prevenzione della Leishmaniosi è indispensabile in quanto, sebbene sia possibile vaccinare il cane che ancora non è stato colpito, i rischi di contrarla sono alti al contrario delle possibilità di guarigione. Una volta contratta la malattia, sebbene in molti casi sia possibile conviverci, il parassita non può essere eliminato e il cane può rischiare la vita.

Per la protezione da filariosi e leishmania, la consulenza del veterinario è d’obbligo. Solo se prese per tempo, queste malattie possono essere tenute sotto controllo. Per salvaguardare al meglio la salute – nostra e dei pet – è opportuno affrontare periodicamente il tema antiparassitari ed effettuare i test diagnostici.

Per maggiori informazioni vi rimandiamo a questo articolo pubblicato su Pet Family in collaborazione con ANMVI