La musica


nel cuore

Musica, maestro!

Pamela Fisher, una veterinaria americana ha portato la musica in oltre 1100 rifugi per animali in tutti gli Usa: fa bene agli animali e soprattutto aiuta le adozioni. 

Un animale abbandonato é sempre un animale triste e solo. Nonostante il grande impegno dei volontari che cercano di sopperire quotidianamente alla mancanza di affetto ed a tutti i bisogni che il nostro amico a quattro zampe necessita,  un’esistenza senza famiglia ed in gabbia alimenta stress e paura. 
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E se non sempre gli animali riescono a trovare qualche persona di buon cuore chi li adotta perché non provare allora a migliorare il loro umore con un po’ di musica di sottofondo?

E’ quanto ha pensato e poi realizzato 4 anni fa la dottoressa Pamela Fisher, veterinaria di North Canton, in Ohio, che ha creato il progetto no-profit “Rescue Animal MP3 Project“, grazie al quale oltre 1.100 canili e gattili negli Stati Uniti sono stati dotati di un impianto stereo e di un lettore musicale con una playlist di 30 ore.

La dottoressa Fisher ha chiesto ad artisti e compositori di donare le loro canzoni, in modo che la playlist sia del tutto a norma per quanto riguarda il diritto d’autore.

La selezione dei brani scelti non é stata per nulla casuale:  dai classici Mozart, Beethoven e Chopin a brani strumentali con arpe, pianoforti e violini, ma anche musiche ispirate alla natura e canzoni composte appositamente per il progetto. Tutti brani che in musicoterapia sono molto utili per il relax e la serenità di chi li ascolta, animali compresi.

I risultati sono stati immediati: i nostri amici a quattrozampe sono stati da subito più rilassati, meno aggressivi e chiassosi e più propensi al gioco; questo ha permesso a loro di essere adottati più facilmente.

La radio invece, utilizzata in precedenza, non aveva dato gli stessi risultati: gli animali a causa dei rumori di sottofondo, delle voci, delle differenti melodie e del cambio di volume tra un brano ed un altro si sono stressati ed innervositi anziché rilassarsi.

Un sondaggio su 500 rifugi che già usano il metodo Fisher ha confermato la soddisfazione delle strutture, con rumori e comportamenti da stress ridotti di circa la metà.

Il sistema, che si avvale di lettori MP3 da installare nelle gabbie, si basa completamente su donazioni e raccolte fondi.